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Politica

Bottacin duro: Reolon e Pd senza pudore, sarebbe meglio il silenzio
Pubblicato il: 29-12-09

Il presidente della Provincia replica al suo predecessore: abbiamo approvato 187 delibere in 26 riunioni di giunta, una media di 7,2

BELLUNO - Volete un esempio dell’autonomia parolaia di Sergio Reolon e del partito democratico? Eccolo. Immaginate che domani cada una piccola frana in qualche strada della provincia e che la Protezione Civile chiami la Provincia per avere in prestito una ruspa per togliere i detriti. Grazie al trasferimento della manutenzione a Veneto Strade voluto dall’allora presidente, la risposta sarà una sola: spiacenti, non abbiamo mezzi a disposizione. «E’ stato un accordo scellerato che ci crea un sacco di problemi», afferma il presidente Gianpaolo Bottacin. Dopo le accuse mosse dal pd alla maggioranza in una conferenza stampa alla quale non siamo stati regolarmente invitati (della serie democratici solo di nome), il presidente snocciola esempi e numeri per rispedire al mittente ogni attacco. Il primo è quello sull’autonomia, tanto cara a Re Sergio. «Da gennaio – dice – le competenze in materia urbanistica saranno trasferite dalla Regione alla Provincia: mi pare un’applicazione concreta di autonomia». Poi i numeri. «In sei mesi – racconta – abbiamo approvato 187 delibere in 26 riunioni di giunta, una media di 7,2 ogni seduta.  Quattordici sull’edilizia scolastica, visto che abbiamo ereditato e i ragazzi sanno bene di cosa sto parlando. Diciotto sulla difesa del suolo. Abbiamo poi gestito una serie di complicate vertenze sul lavoro ed altre ne stiamo ancora gestendo, anche a causa della fallimentare condotta di chi ci ha preceduto». Ma non è tutto. «Abbiamo attivato il fondo di solidarietà – prosegue Bottacin – visto che quello della precedente amministrazione non era nemmeno finanziato. Abbiamo chiuso un accordo con le banche per l’anticipo della cassa integrazione. Abbiamo portato la sede dell’Unseco a Belluno, uscendo dalla sudditanza nei confronti di Trento e Bolzano. Abbiamo gestito una serie di emergenze, dalla frana di Borca di Cadore alla rabbia». Poi la stoccata finale. «La Corte dei Conti – cita testualmente da una lettera che sta sulla sua scrivania – ha sentenziato che la precedente amministrazione ha “abdicato” alla funzione programmatoria, censurandone la condotta. Per rientrare nei parametri, dovremmo rinunciare a realizzare opere pubbliche per i prossimi tre anni, visto che abbiamo ereditato un buco di quaranta milioni di euro». Conclusione: «Reolon e il pd dovrebbero avere il pudore di tacere. E’ del tutto evidente che non sanno più a cosa aggrapparsi, se arrivano a criticarmi perché rinuncio all’autista e all’auto blu. Cioè a un privilegio».

 
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